piano B. Vol. 2 n.1 (2017): Le forme del conflitto
ISSN 2531-9876

Le forme del conflitto

a cura di Emanuela De Cecco e Roberto Pinto

Emanuela De CeccoLibera Università di Bolzano (Italia)

Roberto PintoUniversità di Bologna (Italia)

Pubblicato: 2017-10-03

La proposta per questo terzo numero di “piano b” ha preso forma dal comune interesse per il tema del conflitto. Non si può rimanere indifferenti alle turbolenze che configurano il clima politico e sociale di questi anni anche se, nello specifico, questa proposta nasce da un comune interesse per le dinamiche, spesso conflittuali, innescate dalla presenza dell’arte in contesti pubblici e dall’uso da parte degli artisti della provocazione, intesa come una precisa scelta finalizzata a richiamare l’attenzione del pubblico su questioni specifiche. Se la cronaca dell’arte di questi anni è segnata da tali strategie e dalle eclatanti controversie che ne sono seguite, non dobbiamo scordare che per definire nel complesso i gruppi di artisti che hanno animato la prima parte del XX secolo, con la volontà di cambiare radicalmente l’idea e la pratica dell’arte, sia stato introdotto un termine militare come “avanguardia”.

Un altro motivo che ha portato il conflitto al centro dei nostri interessi si può ritrovare nel ruolo che l’arte ricopre nella costruzione delle testimonianze di guerra, o della repressione adottata dal potere sia a livello di singoli individui che di gruppi di persone, senza restrizioni di carattere temporale. Su questo aspetto ci hanno accompagnato le parole note e sempre attuali di Susan Sontag in Davanti al dolore degli altri (2002), così come l’acume di Boris Groys nel confronto delineato in Art Power (2003) tra l’uso delle immagini da parte degli artisti e il linguaggio “conservatore” adottato dai terroristi negli anni della Seconda guerra del Golfo.

Infine, siamo arrivati a una sintesi più inclusiva, dove il conflitto è inteso come un dispositivo dinamico che, attraverso la messa in tensione di situazioni e/o punti di vista contrastanti, genera degli effetti. L’ampio spettro di questioni e argomenti affrontati riguarda questioni interne alla storia e alla critica dell’arte in tempi e contesti diversi (Camarda, Casero, Iannelli, Vargas), la conferma di una effettiva apertura disciplinare di "piano b" con la presenza di riflessioni nell’ambito del design (Lupo e Cosentino) e, per la prima volta, una riflessione sul fumetto (Spinelli).