Astrazione e memoria negli anni Ottanta in Italia. Il caso dell’Astrazione Povera
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https://doi.org/10.60923/issn.2531-9876/21117Parole chiave:
Astrazione Povera, Filiberto Menna, memoria astratta, postmoderno, anni OttantaAbstract
Negli anni Ottanta la scena artistica italiana è attraversata dal ritorno alla pittura, che si esprime soprattutto nel ricorso alla figurazione neoespressionistica e alla citazione. L’interesse per la semplicità di forma e colore è invece la cifra distintiva di quel gruppo che si è costituito a Roma a metà del decennio intorno alla figura di Filiberto Menna e che è noto come Astrazione Povera. Le scelte formali della compagine sono lontane dalla logica citazionista, ma in più occasioni all’epoca l’accento cadeva sul rapporto di questi giovani con la lezione dei maestri dell’astrazione italiana del dopoguerra. In questo frangente, proprio Menna individua una linea di continuità dell’arte non figurativa italiana, e soprattutto romana, che lega il gruppo Forma all’astrazione più recente e che si esplicita nella costituzione di una vera e propria memoria astratta. Se il tema rimane ancora inesplorato dagli studi, attraverso l’analisi della posizione di Menna e di alcune mostre significative tra 1982 e 1988 questo contributo mira a ricostruire i termini di quella continuità e della scelta dell’astrazione in un contesto artistico ormai segnato dall’avvento del postmoderno.
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