Dall’«occasione del colore» allo «spazio assoluto»: la follia della pittura. Michele Cossyro (1970-1985)
DOI:
https://doi.org/10.60923/issn.2531-9876/21122Parole chiave:
spazio, colore, astazione, ecologia, quadro-oggetto, ambienteAbstract
Pittore e scultore, Michele Cossyro è un artista difficilmente riconducibile alle più transitate direttrici dell’arte astratta. Il saggio prende in esame il primo quindicennio della attività dell’artista che, dalle prime pitture degli anni settanta fino ai quadri-scultura della metà degli anni ottanta, si è articolata attraverso identificabili serie di opere che hanno concorso alla definizione del linguaggio astratto e, insieme, alla ricerca di una dimensione installativa. Le opere astratte – che l’artista concepisce come “metafore” del reale -, sono lette in relazione ai loro significati e indagando i possibili modelli visivi che, talvolta, si sono rivelati anche i riferimenti privilegiati per una concreta azione sullo spazio della galleria. Si analizzano in particolare le mostre tenute presso la galleria Cortina Palmieri di Milano (1976), la galleria Artivisive di Roma (1978) e la galleria Ezio Pagano di Bagheria (1985), come tappe esemplari di un percorso in cui la sperimentazione linguistica sostiene e rilancia l’ambizione all’estensione ambientale.
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