«Abstraction as...»: l'attività critica di Amy Sillman tra pittura astratta e saggistica breve

Autori

  • Alessandro Ferraro Università degli studi di Genova

DOI:

https://doi.org/10.60923/issn.2531-9876/21126

Parole chiave:

Astrazione, Canone storico, Amy Sillman, Pittura, Forma

Abstract

Il saggio analizza la figura di Amy Sillman come snodo centrale per comprendere le trasformazioni e le vicissitudini della storia dell’astrazione contemporanea. A partire dalla sua consacrazione critica e dal suo peculiare dialogo con la storia dell’arte novecentesca, si intende ricostruire il profilo di un’artista che ha saputo coniugare in maniera originale pittura, scrittura e curatela in una pratica ibrida e transmediale. Sillman mette in discussione i presupposti storici e ideologici del “canone dell’astrazione”, esplorandone margini, confini e contraddizioni attraverso concetti quali il non finito, l’errore, l’ironia e l’ambiguità formale; si intende, pertanto, far emergere dall’articolo una visione dell’astrazione come campo instabile e aperto a una pluralità di risignificazioni. Centrale, in particolare, è il ruolo della scrittura, intesa come strumento critico capace di affiancare e interrogare attivamente la pratica pittorica. L’attività curatoriale e saggistica di Sillman contribuisce così a ridefinire il canone dell’astrazione, evidenziando genealogie marginali e modalità operative eccentriche.

Downloads

Pubblicato

2026-03-17

Come citare

Ferraro, A. (2024). «Abstraction as.»: l’attività critica di Amy Sillman tra pittura astratta e saggistica breve. Piano B. Arti E Culture Visive, 9(2), 149–177. https://doi.org/10.60923/issn.2531-9876/21126