«Abstraction as...»: l'attività critica di Amy Sillman tra pittura astratta e saggistica breve
DOI:
https://doi.org/10.60923/issn.2531-9876/21126Parole chiave:
Astrazione, Canone storico, Amy Sillman, Pittura, FormaAbstract
Il saggio analizza la figura di Amy Sillman come snodo centrale per comprendere le trasformazioni e le vicissitudini della storia dell’astrazione contemporanea. A partire dalla sua consacrazione critica e dal suo peculiare dialogo con la storia dell’arte novecentesca, si intende ricostruire il profilo di un’artista che ha saputo coniugare in maniera originale pittura, scrittura e curatela in una pratica ibrida e transmediale. Sillman mette in discussione i presupposti storici e ideologici del “canone dell’astrazione”, esplorandone margini, confini e contraddizioni attraverso concetti quali il non finito, l’errore, l’ironia e l’ambiguità formale; si intende, pertanto, far emergere dall’articolo una visione dell’astrazione come campo instabile e aperto a una pluralità di risignificazioni. Centrale, in particolare, è il ruolo della scrittura, intesa come strumento critico capace di affiancare e interrogare attivamente la pratica pittorica. L’attività curatoriale e saggistica di Sillman contribuisce così a ridefinire il canone dell’astrazione, evidenziando genealogie marginali e modalità operative eccentriche.
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