Superfici ridefinite. Gesto, materia e processo nell’astrattismo tessile contemporaneo
DOI:
https://doi.org/10.60923/issn.2531-9876/21134Parole chiave:
Astrazione, Gender studies, Femminismi, Arte tessile, MaterialitàAbstract
Le sperimentazioni artistiche emerse tra gli anni Sessanta e Settanta – dal Postminimalismo e Antiform alla Pittura Analitica e alle ricerche di gruppi quali Supports-Surfaces – hanno innescato una radicale ridefinizione dei parametri estetici e materici della produzione artistica.
Studi fondamentali, situati al crocevia tra storia dell’arte e teoria femminista, come quelli di Rozsika Parker e Griselda Pollock, hanno sottolineato come i concetti di arte e valore artistico siano il prodotto di costruzioni sociali, profondamente radicate in dinamiche culturali e istituzionali.
In questo contesto di ridefinizione dei paradigmi formali e simbolici, l’astrattismo tessile si inserisce all’interno di sviluppi contemporanei, quali l’intersezione tra arte astratta e pratiche installative, in relazione all’arte tessile. Sono proposti alcuni casi studio e occasioni espositive che hanno posto l’attenzione sul rapporto tra le coordinate teoriche della seconda stagione dell’astrattismo e il suo impatto sulle pratiche artistiche contemporanee. Attraverso l’appropriazione di tecniche tradizionalmente marginalizzate, le artiste non solo ampliano il vocabolario dell’astrattismo, ma ridefiniscono il valore simbolico e culturale dei materiali stessi, trasformandoli in strumenti per affermare e costruire la propria identità, in chiave sia individuale che collettiva.
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