Il camouflage mimetico e il problema della rappresentazione pittorica

Maite Méndez Baiges

Abstract


Un secolo fa, durante la Prima Guerra Mondiale, le prime forme di camouflage militare furono sviluppate. La prima Unité de Camoufleurs nacque in Francia in febbraio di 1915. Il camouflage mimetico, anche chiamato Disruptive Pattern Material (DPM), fu il risultato di un’intenzione d’inganno basato sull’occultamento dell’attrezzatura, le armi ed eserciti nei confronti del nemico. Queste forme d’invisibilità cercavano la mimesi, cioè la fusione di forma e fondo, e svilupparono soluzioni sia astratte che figurative per riuscire la somiglianza fra oggetto e paesaggio. Quest’articolo studia la mimesi pittorica prodotta dal camouflage militare, il suo rapporto con la pittura d’avanguardia del momento (in speciale il linguaggio cubista), e le paradossi che presenta al concetto d’imitazione nel campo dell’arte e la cultura visuale contemporanea, attraverso la stabilizzazione delle nozioni di rappresentazione e naturalismo. Si analizzerà anche come pongono questi problemi sulle ambiguità tra astratto e figurativo, tramite il camouflage mimetico, alcuni artisti contemporanei, Warhol, Alighiero Boetti, William Anastasi ecc.

Parole chiave


Camouflage; Mimetismo; Arte Contemporanea; Avanguardie storiche; Cubismo

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DOI: 10.6092/issn.2531-9876/6932

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