Varcare l'immagine. La poesia di Dino Campana come caso di proto-immersività

Autori

  • Massimo Clemente Ricercatore indipendente

DOI:

https://doi.org/10.60923/issn.2531-9876/21998

Parole chiave:

poesia, immersività, Dino Campana, teoria dell'immagine, tecnologie mediali

Abstract

Il contributo analizza la poesia di Dino Campana da una prospettiva visuale, come punto d’intersezione tra sguardo e movimento, tridimensionalità dello spazio e linearità della scrittura. Rispetto a quello pittorico, la ricerca amplia la relazione del poeta ad altri statuti di immagini – quelli delle prime tecnologie mediali e del vedutismo cinematografico – configurando la poesia di Campana come spazio immersivo: un testo costruito per concatenazioni visive che precorre le modalità percettive proprie delle esperienze immersive contemporanee. Evidenziando la precoce sensibilità del poeta verso la trasformazione del visivo del suo tempo, il contributo indaga le modalità con le quali Campana inquadra la realtà, giungendo all’elaborazione di un framing e di una teoria dell’immagine, capace di trasformare la percezione corporea in immagine testuale. Se sul piano della scrittura la percezione visiva e spaziale nasce da un «intreccio di dati» (Cavicchioli, 2010), che solleva la questione della resa figurativa della parola, la ricerca vuole indagare in che modo, nella poesia di Campana, venga superata l’apparente inconciliabilità di queste opposizioni, attraverso un’iconizzazione del discorso e un’estensione del concetto di “immagine” al sogno e al ricordo. A tal fine, si propone una lettura iconologica dello sguardo campaniano, da intendere «il rendere visibile uno sguardo che ha proiettato su immagini esteriori e dipinte le proprie immagini mentali» (Belting, 2008, p. 24).

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Pubblicato

2026-05-04

Come citare

Clemente, M. (2025). Varcare l’immagine. La poesia di Dino Campana come caso di proto-immersività. Piano B. Arti E Culture Visive, 10(1), 59–79. https://doi.org/10.60923/issn.2531-9876/21998