Eugenio Carmi: il ritorno alla pittura negli anni Settanta e oltre
DOI:
https://doi.org/10.60923/issn.2531-9876/21339Parole chiave:
pittura astratta, arte italiana, eugenio carmi, anni settanta, astrazione geometricaAbstract
Il contributo propone un’analisi storico-critico della ricerca pittorica di Eugenio Carmi (1920-2016), avviata negli anni Settanta e sviluppata nei decenni a seguire. Punto di partenza di questa lettura è la mostra personale dell’artista alla Galleria Schwarz di Milano nell’autunno 1970, accompagnata da un testo di Umberto Eco. In quell’occasione, il semiologo evidenzia il valore estetico e critico delle opere esposte, alla luce delle plurali esperienze linguistiche, dalla grafica alla scultura, dall’edizione di multipli all’arte pubblica, sperimentate dall’artista fino a quel momento. Sulla base delle argomentazioni critiche avanzate da Eco, l’articolo delinea un percorso a ritroso lungo il decennio precedente volto a indagare come il linguaggio pittorico di Carmi sia radicato in una serie di esperienze marcatamente non pittoriche ma nelle quali si rintraccia un alfabeto astratto-geometrico maturo e ben consolidato. Tale matrice è analizzata nella produzione pittorica presa in considerazione mediante l’analisi di alcune opere emblematiche e l’indagine delle variazioni sul tema che l’artista sperimenta negli anni Ottanta e Novanta.
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