Call for Papers: Rileggere il collage e il fotocollage: dalle Avanguardie alla cultura digitale. Temi, pratiche, contesti

2026-02-24

A cura di Caterina Caputo e Carlotta Castellani

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Con i termini collage e fotocollage nelle pratiche artistiche intendiamo l’insieme dei processi creativi fondati sulla frammentazione, decontestualizzazione e combinazione – in forme omogenee o eterogenee – di elementi visivi preesistenti (Ades 1976; Adamowicz 1998; Bergius 2000; Lamberti-Messina 2007; Nigro 2015; Muzzarelli 2023). Talvolta ulteriormente distinti sul piano lessicale ricorrendo al concetto di 'montaggio' (Krieber-Zervigón 2019; Dragu 2020; Krieger-Streim 2024), questi procedimenti si configurano come strutture di senso aperte, caratterizzate da un codice momentaneo e flessibile, determinato dall’interazione tra fattori interni ed esterni al campo artistico.

L’immissione, agli inizi del Novecento, di oggetti extra-artistici ad alta densità visiva (pubblicità, periodici, cartoline, etc.) nella vita quotidiana e nel contesto urbano (Chéroux 2015), in parallelo alla diffusione di nuovi media (primo fra tutti il cinema), hanno determinato una frammentazione della visione e una percezione sinestetica, fondata sulla simultaneità del "letto e visto", su temporalità narrative non lineari e sull'accostamento di frammenti diversi per analogia (formale e simbolica). Queste nuove possibilità visive e percettive sono state assunte a principio creativo rivoluzionario nel campo dell’arte da interi movimenti, non solo nelle sperimentazioni artistiche in senso stretto, ma anche all’interno di spazi alternativi come le riviste o in altri prodotti editoriali delle avanguardie e poi delle neoavanguardie. Fin dalle loro origini collage e fotocollage si sono dunque formati e trasformati in stretto dialogo con le possibilità di produzione e riproduzione delle immagini, dando luogo a procedimenti fisico-materici, concettuali, e a prese di posizione teoriche, estetiche o ideologiche, che hanno condotto queste tecniche ad assumere funzioni molteplici  – strumento di decostruzione visiva, dispositivo poetico di irruzione dell’immaginazione, mezzo di propaganda, pratica di resistenza – in una continua ridefinizione del proprio statuto artistico nel corso della storia.

Dal Dadaismo al Surrealismo, da Fluxus all’arte verbo-visuale, fino al détournement urbano del graffitismo contemporaneo, il collage e il fotocollage emergono come strumenti creativi di profonda messa in discussione delle narrazioni visive tradizionali, nonché come pratiche di racconto, memoria, critica politica, anti-istituzionale e femminista, spesso accompagnate da vere e proprie formulazioni programmatiche elaborate da artisti e critici, come «Dé-coll/age» di Wolf Vostell (1962), "Collage or perish" del collettivo General Idea (1975), o la nozione di collage aesthetic teorizzata di Lucy Lippard (1978). In questo quadro, il cut and paste si traduce in una prassi intermediale (Higgins, 1965) e interdisciplinare (Cran, 2014). Tali linee di sperimentazione proseguono nella controcultura, nelle pratiche di genere, post-coloniali ed ecocritiche, rendendo il collage e il fotocollage dispositivi di continua rinegoziazione visiva, culturale e sociale. Tuttavia, la loro dimensione critica e contestataria non può essere disgiunta dal procedimento tecnico e dalle conseguenti riformulazioni linguistiche: dai papiers collés cubisti ai Merz di Kurt Schwitters, dai sacchi di Alberto Burri ai combines del New Dada, fino alle provocazioni degli anni Ottanta e Novanta, quando la postmodernità ha determinato nuovi interrogativi critici sullo statuto dell’immagine, problematizzando il campo artistico con l’immissione di nuove tecniche di riproduzione visiva e di tecnologie che hanno segnato il passaggio dall’immagine analogica a quella digitale.

Per questo numero di "piano b" invitiamo studiose e studiosi a proporre contributi inediti e originali che analizzino il collage e/o il fotocollage dalle Avanguardie alla cultura digitale alla luce di nuove prospettive storico-critiche, metodologie di ricerca e sotto la lente dell'interdisciplinarietà.

Possibili ma non esclusivi spunti di riflessione:

 

  • Collage e cultura materiale
  • Il collage attraverso le riviste, i libri d’artista, gli scrapbooks
  • Il collage nelle neoavanguardie
  • Relazioni tra testo e immagine nel collage
  • Interdisciplinarietà e intermedialità del collage (video, musica, performance, teatro, danza, etc.)
  • Collage e fotografia
  • Collage e politica (propaganda, resistenza, controculture, femminismi)
  • Prospettive postcoloniali del collage (soggettività, identità, alterità, memoria, archivi)
  • Il collage nell’era del digitale
  • Le diverse letture del collage nella critica d'arte del Novecento

 

 

Come sottoporre un contributo

La rivista accetta solo contributi completi (30.000/40.000 battute, note e spazi inclusi) inviati secondo le modalità sottoindicate. Le curatrici e/o i curatori di ogni numero valutano i contributi e selezionano quelli che andranno alla fase di referaggio doppio cieco. La redazione avviserà le autrici e gli autori dell’esito della valutazione.

Le autrici e gli autori devono presentare gli articoli tramite la piattaforma della rivista, usando il processo di invio di una proposta in 5 passaggi. 

Il file dovrà contenere il testo della proposta senza che il nome dell’autrice o dell’autore appaia sotto al titolo, nelle note o nei riferimenti bibliografici (dove andrà sostituito con ***). Il file dovrà essere obbligatoriamente reso anonimo. Il nome dell'autrice o dell'autore non dovrà essere esplicitato in alcun modo. Andranno inoltre esclusi riferimenti che permettano di risalire all'autore stesso, altrimenti la proposta non sarà presa in considerazione. Inoltre le proprietà del file dovranno essere prive di nomi o altri dettagli personali, mediante le funzioni di anonimizzazione fornite dai vari programmi di scrittura (vedere in merito le istruzioni su come Assicurare una revisione a doppio cieco).

Il file anonimo del contributo dovrà essere caricato allo step 2 del processo. Il testo dovrà aderire alle linee guida indicate per la formattazione.

I metadati della proposta saranno inseriti allo step 3 del processo e dovranno includere le seguenti informazioni:

  1. Per ciascun’autrice e ciascun autore: nome e cognome, e-mail, identificativo ORCiD (se disponibile), affiliazione istituzionale, paese, e una biografia sintetica (massimo 1000 battute, spazi inclusi);
  2. Titolo;
  3. Abstract (massimo 1500 battute, spazi inclusi);
  4. Cinque parole chiave separate da punto e virgola;

I contributi potranno essere scritti in lingua italiana, inglese e francese. Proponendo un contributo in lingua italiana o francese, titolo e abstract dovranno essere forniti anche in inglese, tramite la funzione “Lingua dei moduli” presente sulla piattaforma.

Non saranno prese in considerazione proposte inviate secondo altre modalità.

 

Tempistiche

Le proposte dovranno pervenire entro il 12 giugno 2026. Ogni contributo sarà sottoposto a procedura di double-blind peer review. Se i giudizi delle/dei due referee saranno in contrasto, i direttori decideranno (in dialogo con le curatrici e i curatori) se assumere la decisione di pubblicazione o di invio a una/un terza/o referee. La redazione contatterà le autrici e gli autori per comunicare l’esito della valutazione.

L’uscita del vol. 11 n. 2 è prevista nei mesi di settembre/ottobre 2026.