Call for Papers: Storia, teoria e pratiche femministe nell’arte del XX secolo

2022-07-29

A cura di Cristina Casero e Raffaella Perna

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Nel dicembre del 1976 al County Museum di Los Angeles si apre la mostra Women Artists: 1550-1950, prima grande esposizione itinerante curata da Ann Sutherland Harris e Linda Nochlin dedicata alla riscoperta storico-critica del lavoro di oltre ottanta artiste, dal Rinascimento al Modernismo europeo e nord-americano. In occasione dei trent’anni dalla mostra, nel 2007, il Brooklyn Museum ne celebra la ricorrenza con un’altra ambiziosa esposizione, Global Feminisms. New Directions in Contemporary Art, a cura di Maura Reilly e Nochlin, con una selezione di autrici contemporanee attive dagli anni Novanta in varie parti del mondo: nei tre decenni che separano questi due progetti espositivi l’arte e la storia dell’arte sono andate incontro a profondi cambiamenti che si riflettono nei diversi criteri e nelle prospettive critiche e curatoriali alla base di queste mostre. Il dibattito critico portato avanti dagli studi di impostazione femminista negli ultimi quarant’anni ha toccato questioni complesse che implicano, tra l’altro, l’opportunità di riscrivere la storia o, per meglio dire, le storie dell’arte, a partire da un’ottica che tenga conto dell’esperienza di artiste poste ai margini del sistema dell’arte, che indaghi le motivazioni di tale marginalità e ponga in luce gli aspetti potenzialmente rivoluzionari di uno sguardo dal margine. La critica d’arte femminista si è interrogata sulla possibilità di rintracciare tratti specifici di un’arte delle donne, tenendo tuttavia presente l’insidia di formulare interpretazioni di carattere essenzialista, fondate su una concezione del femminile inteso come categoria biologica e astorica, sganciata da fenomeni sociali, culturali, politici ed economici. Con sguardo critico, la teoria femminista si è rivolta al proprio interno per mettere in discussione metodologie e modelli interpretativi, nella consapevolezza che per riscrivere la storia dell’arte non sia sufficiente aggiungere una lista di nomi di donne o l’ennesimo “ismo” a un’analisi storico-critica basata su criteri maschili. La critica d’arte si è inoltre interrogata, soprattutto negli anni Ottanta, sui legami tra femminismo, Modernismo e Postmodernismo e sulle aperture e i cambiamenti generati dalla prospettiva decoloniale e intersezionale. Gli studi femministi hanno affrontato in via prioritaria le relazioni ambigue e instabili tra arte, politica e soggettività, trovando punti di tangenza stretti con gli studi LGBTQ+, con l’obiettivo di porre in discussione il vigente sistema eteronormativo; hanno scandagliato le differenze tra azione e performance e il significato politico del corpo, facendo riferimento al contributo di altre discipline, come la psicoanalisi, la semiologia, la linguistica, la teoria cinematografica, l’antropologia, la sociologia. In questo contesto, la fotografia per il suo peculiare statuto di indice gioca un ruolo cruciale e si fa strumento privilegiato per molte artiste che lavorano su temi legati all’identità, al genere, alla sfera corporea, all’autoritratto.

Da queste premesse muove la CFP Storia, teoria e pratiche femministe nell’arte del XX secolo, organizzata dal Centro di ricerca FAF - Fotografia Arte Femminismo nell’ambito delle attività promosse del PRIN La fotografia femminista italiana. Politiche identitarie e strategie di genere.

 

Il numero intende promuovere un approfondimento intorno ai seguenti temi:

  • La fotografia come linguaggio per esplorare l’identità di genere: il contributo delle donne nella fotografia e nella critica fotografica italiana del Novecento
  • I luoghi della fotografia femminista in Italia: riflessioni intorno a riviste, gallerie, archivi e musei che hanno favorito la visibilità e la circolazione del lavoro delle fotografe
  • Autoritratti fotografici: le donne come oggetto/soggetto della rappresentazione
  • Fotografia, performance e ruoli identitari: la dimensione politica del corpo nelle immagini fotografiche
  • Strategie di attivismo femminista nell’arte del XX secolo
  • Gli autoritratti e le autobiografie delle artiste come modalità di riscrittura della storia dell’arte
  • Dal margine: la riscoperta e la valorizzazione del lavoro di artiste e fotografe lasciate in ombra dalla storiografia
  • Critica d’arte e teoria femminista: i legami tra arti visive, femminismo della differenza, femminismo intersezionale e teoria Queer.
  • Decolonizzare lo sguardo: gli intrecci tra l’orizzonte femminista e gli studi postcoloniali nella teoria e nella pratica artistica.
  • I legami tra l’arte e i movimenti delle donne nello specifico contesto italiano del XX secolo: luoghi di aggregazione e canali di diffusione.
  • Reti internazionali: gli scambi tra le artiste italiane e l’estero
  • Donne e istituzioni dell’arte: le pratiche di valorizzazione del lavoro delle artiste messe in atto da musei, gallerie, archivi, centri di ricerca in Italia

Le proposte saranno valutate dalle curatrici del numero e dovranno essere inviate come allegato al seguente indirizzo di posta elettronica:

redazione.pianob@unibo.it

 

Per proporre un contributo si dovranno rispettare, pena l’esclusione, le seguenti indicazioni:

Le proposte dovranno pervenire entro il 28 ottobre 2022 all’indirizzo redazione.pianob@unibo.it nella forma di un file Word comprensivo di un abstract (massimo 1500 battute, spazi inclusi), di cinque parole-chiave e una sintetica biografia della o del proponente. La valutazione delle proposte sarà affidata alle curatrici del numero. L’abstract, le parole-chiave e la biografia dovranno obbligatoriamente essere presentati, oltre che nella lingua originale del testo, anche in inglese.

Una volta ricevuta conferma di accettazione dell’abstract da parte della redazione (entro il 18 novembre 2022), si potrà procedere con la stesura e l’invio di un contributo monografico/saggistico, il quale non dovrà superare le 15-20 cartelle (30.000-40.000 battute, note e spazi inclusi). La stesura del testo, che potrà esser redatto in italiano, inglese o francese, dovrà essere uniformata alle norme redazionali della rivista. Tutti i contributi dovranno pervenire allo stesso indirizzo di posta elettronica sopra indicato entro il 17 marzo 2023 avendo cura di specificare nel corpo dell’e-mail di accompagnamento il titolo del contributo, il nome e cognome della o del proponente.

Ogni contributo che arriverà in redazione sarà sottoposto a procedura di double-blind peer review, venendo inviato anonimamente a due referee. Se i giudizi dei due referee saranno in contrasto, i direttori decideranno (in dialogo con le curatrici) se assumere la decisione di pubblicazione o di invio a un terzo referee. La redazione contatterà le autrici e gli autori per comunicare l’esito della valutazione.

L’uscita del numero è prevista per il 1° luglio 2023.