Call for Papers: Fotografia, corpo, comportamenti

2021-05-20

a cura di Claudio Marra, Pasquale Fameli, Chiara Pompa

Se c’è dunque una distinzione importante o utile da fare tra Duchamp e Picasso […], dovrebbe essere fatta secondo criteri diversi da quelli che hanno sempre funzionato nella tradizione iconografica. Piuttosto che perpetrare l’antinomia tra disegno e colore, tra spirito e corpo o tra ideale e sensibile, bisognerebbe riorientare la direzione dell’asse dell’opposizione e distinguere tra l’alto e il basso, tra il serio e il triviale. […] Duchamp non si accontentò di scendere verso una pratica buffonesca, ma raggiunse ciò che sarebbe l’equivalente nelle arti visive delle forme mimetiche “basse”. In altre parole, si convertì al realismo nello stato in cui si trovava all’inizio del secolo, cioè nel momento preciso in cui era il più screditato e il più avvilito sul piano estetico. Duchamp si impegnò in effetti in un certo rapporto con la fotografia.  

R. Krauss, Marcel Duchamp e il campo immaginario, 1981

 

Non c’è dubbio che tra questo “basso” e “triviale” cui la fotografia, seguendo e sviluppando la riflessione di Rosalind Krauss, consentirebbe di accedere, un posto privilegiato spetti al corpo e ai comportamenti. Un “basso” da intendersi non tanto in senso etico, ma proprio come livello del fisicamente cogente e al tempo stesso effimero, straordinariamente presente ma anche disperso. Se negli anni Sessanta McLuhan scriveva: «L’epoca della fotografia è diventata, come nessun’altra epoca, l’era del gesto» è proprio perché in qualche modo riconosceva al medium fotografico la capacità di recuperare e mantenere la dimensione fisica del nostro essere, altrimenti considerata inferiore, appunto “bassa”, rispetto alla dimensione “alta” del pensiero, favorita, nella sua permanenza e prevalenza storica, dal medium scrittura. Per altro la relazione corpo/fotografia non va considerata solo da un punto di vista tematico, come pura occasione di soggetto, ma anche nello specifico esercizio linguistico, è infatti il mezzo stesso, nel suo particolare modo di proporsi e di agire, a risultare “basso” e “fisico” perché, come acutamente suggerito da Nan Goldin, «fare una fotografia è un modo di toccare qualcuno».

La fotografia ha consentito un rapporto diretto e plurimo con corpo e comportamenti, un rapporto largo e transdisciplinare: dall’antropologia all’arte, dagli studi di genere alla cultura visuale complessivamente intesa.

È dunque con sguardo privilegiato all’esperienza estetica, pur senza escludere territori più ampi ed articolati, che questa call di Piano b vuole sollecitare una riflessione su questi temi, a partire dagli spunti di seguito proposti, da intendersi come tracce possibili ma non esaustive.

  • La fotografia a sostegno e a sviluppo della Body Art
  • La fotografia come forma di comportamentismo, come

partecipazione diretta e personale alla dimensione “mondana”

  • Flânerie e derive fotografiche
  • Diari fotografici come prassi di ricostruzione identitaria
  • Corpo e identità fotografiche come valorizzazione di

una prospettiva di genere

  • La fotografia: corpo e rimediazione in epoca digitale

Le proposte saranno valutate dai curatori del numero e dovranno essere inviate come allegato al seguente indirizzo di posta elettronica:

redazione.pianob@unibo.it

Per proporre un contributo si dovranno rispettare, pena l’esclusione, le seguenti indicazioni:

Entro il 20 giugno 2021 si dovrà inviare all’indirizzo redazione.pianob@unibo.it un file.doc comprensivo di abstract (massimo 1500 battute, spazi inclusi), cinque parole-chiave e biografia sintetica (massimo 600 battute, spazi inclusi) del proponente, la cui valutazione sarà affidata ai curatori del numero. Abstract, biografia e parole-chiave dovranno obbligatoriamente essere presentati sia nella lingua originale sia in inglese.

Ricevuta la comunicazione di selezione dell’abstract da parte della redazione, si potrà procedere con la stesura e l’invio di un contributo monografico/saggistico che non dovrà superare le 15-20 cartelle (30.000-40.000 battute, note e spazi inclusi) e potrà essere corredato di massimo 6 immagini in buona risoluzione. La stesura del testo, che potrà essere redatto in italiano, inglese o francese, dovrà seguire le norme redazionali della rivista. Tutti i contributi dovranno pervenire allo stesso indirizzo di posta elettronica sopra indicato entro il 3 ottobre 2021, avendo cura di specificare nel corpo dell’e-mail il titolo del contributo, il nome e cognome del proponente.

Ogni contributo che arriverà in redazione sarà sottoposto a procedura di double-blind peer review e quindi inviato anonimamente a due referee. Se i giudizi dei due referee saranno in contrasto, i direttori decideranno (in accordo con i curatori) se assumersi la responsabilità di pubblicazione o inviare il contributo a un terzo referee. La redazione contatterà gli autori per comunicare l’esito della valutazione. Pubblicazione dei primi articoli: tra dicembre 2021 e gennaio 2022. Il numero sarà completato al più tardi entro luglio 2022.

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